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STATUTO

ASSOCIAZIONE “IL BANDOLO” ENTE DEL TERZO SETTORE

TITOLO I – NORME GENERALI

Art. 1 - Costituzione, denominazione e sede

1. E’ costituita, conformemente alla Carta costituzionale, al Codice civile e al D. Lgs. n. 117 del 3 luglio 2017 e ss.mm.ii. ‘Codice del Terzo Settore’ (d’ora in avanti Codice), la “ASSOCIAZIONE IL BANDOLO ENTE DEL TERZO SETTORE”, siglabile “IL BANDOLO ETS”.

2. L’Associazione potrà utilizzare la locuzione “Ente del Terzo Settore” e l’acronimo “ETS” nella propria denominazione sociale soltanto una volta avvenuta l’iscrizione nell’apposita sezione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

3. L’Associazione ha sede legale nel Comune di Torino. Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria, se avviene all’interno dello stesso Comune, e deve essere comunque comunicato entro 30 (zero) giorni dal verificarsi dell’evento agli Enti gestori di Pubblici Registri, presso i quali l’Associazione è iscritta.

4. La durata dell’Associazione non è predeterminata ed essa può essere sciolta con delibera dell’Assemblea Straordinaria con la maggioranza prevista all’art. 19, comma 1, del presente Statuto.

Art. 2 - Scopi e finalità

1. L’Associazione è apartitica, aconfessionale, a struttura democratica, senza scopo di lucro ed ha finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, opera anche mediante forme di collaborazione con lo Stato, le Regioni, le Province autonome, le Città Metropolitane, gli Enti Locali e Pubblici, gli Enti del Terzo Settore e senza scopo di lucro, altri Enti di carattere privato compresi gli enti societari, le Istituzioni europee ed internazionali, le Università, gli Istituti Scolastici e Formativi di ogni ordine e grado.
L’Associazione si prefigge le seguenti specifiche finalità:

  • La creazione di una rete estesa e diversificata che promuova sistemi relazionali generativi di cultura, advocacy e buone pratiche per la promozione del benessere mentale/psichico e fisico/psicofisico e della tutela della Salute Mentale del singolo e della comunità;
  • L’individuazione di strumenti di ricerca e sperimentazione di nuove pratiche a sostegno della tutela della salute mentale;
  • La creazione di un ecosistema che permetta di affrontare i temi della Salute Mentale e della prevenzione facendo leva su una massa critica consistente e multiprospettica;
  • Contrasto alla stigmatizzazione delle persone con esperienza di sofferenza mentale.

L’Associazione opera prevalentemente nel territorio della Regione Piemonte.

Art. 3 - Attività

1. Per la realizzazione delle finalità di cui all’art. 2 e al fine di sostenere l’autonoma iniziativa della collettività che concorre a perseguire il bene comune, l’Associazione si propone, ai sensi dell’art. 5 del Codice, di svolgere in via esclusiva o principale ed in conformità alle norme particolari che ne disciplinano l’esercizio, una o più delle seguenti attività di interesse generale:

  • servizi strumentali ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore (art. 5, comma 1, lettera m del D. Lgs. n. 117/2017);
  • promozione e tutela dei diritti umani, civili e sociali, nonché dei diritti degli utenti delle attività di interesse generale di cui all’art.5 del Codice del terzo settore; promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco (art. 5, comma 1, lettera w del D. Lgs. n. 117/2017);
  • organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui all’art. 5 comma 1 lettera i del D.Lgs n. 117/2017;
  • erogazione di servizi a sostegno di persone svantaggiate o di attività di interesse generale di cui all’art.5 del Codice del Terzo settore (art. 5, comma 1, lettera u del D. Lgs. n. 117/2017);
  • promozione della cultura della legalità (art. 5, comma 1, lettera v del D. Lgs. n. 117/2017);
  • interventi e servizi sociali ai sensi dell’art. 1, commi 1 e 2, della Legge 8 novembre 2000, n. 328 e successive modificazioni e interventi, servizi e prestazioni di cui alla Legge 5 febbraio 1992, n. 104 e alla Legge 22 giugno 2016, n. 112 e successive modificazioni (art. 5, comma 1, lettera a del D. Lgs. n. 117/2017);
  • prestazioni socio-sanitarie di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2001, e successive modificazioni (art. 5, comma 1, lettera c del D. Lgs. n. 117/2017).

Nello specifico, ed a titolo meramente esemplificativo, l’Associazione persegue gli scopi indicati nell’art. 2 mediante le seguenti attività:

  1. la costituzione di un “Nodo di rete”: partendo dall’esperienza maturata dall’Associazione quale importante connettore di esperienze e progettualità, la rete promuove e garantisce la messa in comune di buone prassi, esperienze e attività nell’ambito del sostegno a persone con esperienze di sofferenza mentale, a pazienti con disturbi psichiatrici ed alle loro famiglie, anche con lo scopo di evitare sovrapposizioni tra i diversi soggetti operanti nel settore ed ottimizzando le risorse sia in termini economici che professionali.
  2. Un’opera di informazione e divulgazione sul tema della salute mentale, a partire da target di riferimento specifici, quali: familiari di persone con esperienze di sofferenza mentale, persone con disturbi psichiatrici, persone con esperienze di sofferenza mentale, medici di medicina generale e comunque persone che, a vario titolo, si trovano ad affrontare il tema della salute mentale.
  3. Un’opera culturale e di lotta allo stigma, con iniziative di sensibilizzazione sui temi del disagio psichico, della promozione del benessere psico-fisico delle persone, della diffusione della cultura della salute mentale, da svolgersi sul territorio e nelle comunità di riferimento, a partire da testimoni privilegiati e soggetti intermedi quali, a titolo esemplificativo: altri Enti del Terzo settore, Enti senza scopo di lucro, Enti Pubblici, enti e soggetti privati, la Scuola, i mezzi di comunicazione, i professionisti della comunicazione, gli enti che organizzano eventi culturali e formativi di interesse sociale, i medici di medicina generale.
  4. La ricerca di Enti ed Associazioni interessati ad offrire servizi e percorsi di accoglienza e cura, al fine specifico di limitare le crescenti difficoltà che i soggetti più deboli incontrano per esercitare il proprio diritto alla salute.

2. L’Associazione, inoltre, può esercitare attività diverse, strumentali e secondarie rispetto alle attività di interesse generale, ai sensi e nei limiti previsti dall’art. 6 del Codice. La loro individuazione potrà essere operata su proposta del Consiglio Direttivo e approvata in Assemblea dei Soci. Nel caso l’Associazione eserciti attività diverse, il Consiglio Direttivo dovrà attestare il carattere secondario e strumentale delle stesse nei documenti di bilancio ai sensi dell’art. 13, comma 6, del Codice.

3. I principali destinatari degli interventi promossi dall’Associazione sono i soggetti organizzativi intermedi, associati e non (quali, a titolo esemplificativo, Enti del Terzo settore, Enti senza scopo di lucro, Enti Pubblici, enti e soggetti privati, la Scuola, medici di medicina generale), operanti in particolare sul territorio piemontese e disponibili ad impegnarsi sui temi della salute mentale, le Comunità locali, i singoli cittadini ed i terzi in genere.

4. Ai sensi dell’art. 17, comma 1, del D. Lgs. n. 117/2017, l’Associazione, nello svolgimento delle proprie attività, può avvalersi di volontari. In tal caso, l’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere rimborsate dall’Associazione soltanto le spese, preventivamente autorizzate, effettivamente sostenute e documentate, entro i limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dal Consiglio Direttivo dell’Associazione. Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.

5. Le spese sostenute dal volontario possono essere rimborsate anche a fronte di una autocertificazione resa ai sensi dell’articolo 46 del DPR n. 445/2000, purché non superino l’importo stabilito dal Consiglio Direttivo, il quale delibera sulle tipologie di spesa e sulle attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso, secondo quanto previsto dall’art. 17 del Codice.

6. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’Associazione di cui il volontario è Socio o associato o tramite la quale svolge la propria attività volontaria.

7. L’Associazione ha l’obbligo di assicurare i propri volontari ai sensi dell’art. 18 del Codice.

Art. 4 - Patrimonio e risorse economiche

1. Il patrimonio dell’Associazione è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria, ai fini dell’esclusivo perseguimento del proprio scopo ed è costituito da:

  • quote associative e contributi degli aderenti e di privati;
  • eventuali finanziamenti e/o contributi del Fondo sociale europeo ed altri finanziamenti e/o contributi, pubblici o privati per progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi istituzionali e per il sostegno alle attività dell’Associazione;
  • erogazioni liberali di associati e di terzi;
  • entrate derivanti da contributi e rimborsi a fronte di convenzioni e/o accordi contrattuali con Amministrazioni Pubbliche ed Enti;
  • entrate derivanti da contributi per il sostegno dell’attività istituzionale da parte di amministrazioni pubbliche ed Enti;
  • proventi derivanti dalle attività di interesse generale svolte dall’Associazione;
  • proventi derivanti dalla partecipazione a bandi provinciali, regionali, nazionali o internazionali;
  • proventi da raccolte di fondi, ai sensi di quanto previsto dall’art. 7 del Codice del Terzo settore, da svolgersi anche in forma organizzata e continuativa, nonché attraverso la possibile cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, nel rispetto dei princìpi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico ed in conformità alle linee guida adottate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • eredità, donazioni e legati con beneficio d’inventario;
  • ogni altra entrata o provento compatibile con le finalità dell’associazione e riconducibile alle disposizioni del Codice e s.m.i.;
  • eventuali sponsorizzazioni o proventi pubblicitari;
  • proventi delle attività diverse di cui all’art. 6 del Codice.

2. L’esercizio sociale dell’Associazione ha inizio il 1° gennaio e termine il 31 dicembre di ogni anno.

3. Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio consuntivo e lo sottopone per l’approvazione all’Assemblea dei Soci entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio. Il bilancio consuntivo è depositato presso la sede dell’Associazione almeno quindici giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato.

4. E’ fatto obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

5. E’ fatto divieto di distribuire, anche in forme indirette, gli eventuali utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate dell’Associazione a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli Organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

TITOLO II – RAPPORTO ASSOCIATIVO

Art. 5 - Soci

1. Il numero dei Soci dell’Associazione è illimitato. Possono far parte dell’Associazione persone fisiche, altri Enti del Terzo Settore o senza scopo di lucro, Enti pubblici, altri soggetti collettivi privati o pubblici, che condividono gli scopi e le finalità dell’organizzazione e si impegnano spontaneamente per la loro attuazione.

2. L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, fatto salvo il diritto di recesso di cui all’art. 6.

Art. 6 - Criteri di ammissione ed esclusione dei Soci

1. L’ammissione di un nuovo Socio è regolata in base a criteri non discriminatori per motivi di genere, etnici, razziali, culturali, politici o religiosi. Viene deliberata dal Consiglio Direttivo a seguito della presentazione di una richiesta scritta, contenente l’impegno del richiedente ad attenersi al presente Statuto e ad osservare gli eventuali regolamenti e le deliberazioni adottate dagli Organi dell’Associazione. La richiesta di ammissione di altri Enti del Terzo Settore o senza scopo di lucro o di Enti Pubblici o di altri soggetti collettivi privati o pubblici deve essere firmata dal corrispondente rappresentante legale. Il Consiglio Direttivo delibera l’ammissione o il rigetto dell’istanza alla prima riunione utile dalla presentazione della domanda.

2. Avverso l’eventuale reiezione dell’istanza, che deve essere sempre motivata e comunicata all’interessato entro 60 (sessanta) giorni dalla data della deliberazione, è ammesso ricorso all’Assemblea dei Soci.

3. Il ricorso all’Assemblea dei Soci è ammesso entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della relativa comunicazione.

4. Il Consiglio Direttivo comunica l’ammissione agli interessati e cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel Libro Soci dopo che gli stessi avranno versato la quota associativa annua stabilita dal Consiglio Direttivo.

5. La qualifica di Socio è intrasmissibile.

6. La qualifica di Socio si perde per decesso, recesso od esclusione. Il recesso deve essere presentato per iscritto al Consiglio Direttivo. L’esclusione di un Socio viene deliberata per gravi motivi dall’Assemblea dei Soci, su proposta del Consiglio Direttivo, dopo che gli sono stati contestati per iscritto gli addebiti che gli vengono mossi, consentendogli facoltà di replica. L’esclusione viene deliberata nei confronti del Socio che:

  • non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni legalmente adottate dagli Organi dell’Associazione;
  • senza giustificato motivo, si renda moroso nel versamento della quota associativa annuale, trascorsi 45 (quarantacinque) giorni dal sollecito scritto di rinnovo, che dovrà essere effettuato non oltre 30 (trenta) giorni dopo la scadenza annuale fissata dal Consiglio Direttivo;
  • svolga attività contrarie agli interessi e ai principi dell’Associazione;
  • in qualunque modo arrechi danni gravi, anche morali, all’Associazione.

7. Il recesso e l’esclusione diventano operanti dall’annotazione nel Libro Soci.

8. La perdita della qualifica di Socio comporta la decadenza automatica da qualsiasi carica ricoperta sia all’interno dell’Associazione sia all’esterno per designazione o delega.

9. Il Socio cessato o escluso deve adempiere agli obblighi assunti sino al momento dell’operatività del recesso o dell’esclusione.

10. In tutti i casi di scioglimento del rapporto associativo l’associato o i suoi eredi non hanno diritto al rimborso della quota associativa annualmente versata, né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

Art. 7 - Diritti e Doveri dei Soci

1. Tutti i Soci godono degli stessi diritti e doveri di partecipazione alla vita dell’Associazione ed alla sua attività.

2. I Soci hanno diritto:

  • di partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione, ricevendone informazioni e avendo facoltà di verifica, nei limiti e modalità stabiliti dalla legislazione vigente, dal presente Statuto e dagli eventuali regolamenti dell’Associazione;
  • di eleggere gli Organi sociali e, se maggiorenni, di essere eletti negli stessi;
  • di esprimere il proprio voto in ordine all’approvazione delle deliberazioni degli Organi associativi, degli eventuali regolamenti e di modifiche allo Statuto;
  • di consultare i Libri sociali presentando richiesta scritta al Consiglio Direttivo.

3. I Soci sono tenuti:

  • all’osservanza dello Statuto, del regolamento e delle deliberazioni assunte dagli Organi sociali;
  • a mantenere sempre un comportamento non contrario agli interessi e ai principi dell’Associazione;
  • al pagamento nei termini della quota associativa.
Art. 8 - Quota associativa

1. I Soci devono corrispondere, entro il termine annualmente fissato dal Consiglio Direttivo, la quota associativa annuale nell’importo stabilito dal Consiglio Direttivo. La quota associativa è intrasmissibile e non restituibile.

2. L’adesione all’Associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborsi ulteriori oltre al versamento di cui sopra, ma è facoltà degli aderenti effettuare contributi ulteriori rispetto alla quota associativa annuale.

TITOLO III – ORGANI ASSOCIATIVI

Art. 9 - Organi dell’Associazione

Sono Organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea dei Soci;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente;
  • l’Organo di Controllo;
  • il Soggetto incaricato alla Revisione Legale dei Conti se nominato.
Art. 10 - Assemblea dei Soci

1. L’Assemblea dei Soci è l’Organo sovrano dell’Associazione, ne regola l’attività ed è composta da tutti i Soci. L’Assemblea può essere Ordinaria o Straordinaria. E’ Straordinaria l’Assemblea convocata per la modifica dello Statuto oppure per lo scioglimento, la fusione, la scissione, la trasformazione dell’Associazione, è Ordinaria in tutti gli altri casi.

2. L’Assemblea si riunisce su convocazione del Presidente; inoltre dovrà essere convocata quando il Consiglio direttivo ne ravvisa la necessità oppure quando ne è fatta richiesta motivata da almeno 1/10 (un decimo) degli associati aventi diritto di voto.

3. La convocazione è inoltrata per iscritto, anche in forma elettronica con comprovata ricezione, con almeno 8 (otto) giorni di anticipo e deve contenere l’ordine del giorno, il luogo la data e l’orario della prima convocazione e della seconda convocazione. Quest’ultima deve avere luogo in un giorno diverso della prima. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso sono ugualmente valide le adunanze cui partecipano di persona o per delega tutti i Soci. L’Assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o dal Vicepresidente o da altro Socio appositamente eletto in sede assembleare. Le delibere assunte dall’Assemblea vincolano tutti i Soci anche assenti o dissenzienti. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riportate in un verbale redatto dal Segretario, nominato dall’Assemblea, che lo sottoscrive insieme al Presidente.

4. Hanno diritto di voto in Assemblea tutti gli associati iscritti da almeno 3 (tre) mesi nel Libro dei Soci, che siano in regola con il pagamento della quota associativa annuale.

5. Gli associati possono intervenire in Assemblea anche mediante mezzi di telecomunicazione o telematici, nonché esprimere il proprio voto per corrispondenza o in via elettronica/telematica, purché sia possibile verificare l’identità dell’associato che partecipa e vota.

6. Ciascun associato dispone del voto singolo e può farsi rappresentare da un altro associato, conferendo allo stesso delega scritta anche in calce all’avviso di convocazione.

7. Ciascun associato può rappresentare al massimo un solo altro associato.

8. Si applica l’art. 2373 C.C. in quanto compatibile.

Art. 11 - Assemblea Ordinaria dei Soci

1. L’Assemblea Ordinaria è valida in prima convocazione se è presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto di voto, in proprio o per delega; in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli associati presenti, in proprio o per delega. Nelle deliberazioni che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non votano.

2. Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide quando vengono approvate dalla maggioranza degli associati presenti o rappresentati.

3. L’Assemblea Ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario.

4. L’Assemblea Ordinaria:

  • approva il bilancio e la relazione di missione;
  • approva il bilancio sociale, se redatto per obbligo di legge o per scelta volontaria dell’ente;
  • discute ed approva i programmi di attività;
  • elegge i componenti del Consiglio Direttivo, approvandone preventivamente il numero e li revoca;
  • nomina e revoca, quando previsto dalla legge o ritenuto opportuno, l’Organo di Controllo ed il Soggetto incaricato della Revisione Legale dei Conti e ne determina il compenso;
  • delibera sulla responsabilità dei componenti degli Organi sociali e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;
  • approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;
  • ratifica la sostituzione dei membri del Consiglio Direttivo dimissionari, decaduti o deceduti deliberata dal Consiglio direttivo attingendo dall’eventuale graduatoria dei non eletti;
  • approva i regolamenti interni dell’Associazione, relativi ai diversi ambiti di operatività e le loro variazioni;
  • delibera sugli eventuali contributi straordinari richiesti agli associati;
  • delibera sull’esclusione degli associati;
  • delibera su tutti gli altri oggetti sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo ed attribuiti dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo Statuto alla sua competenza;
  • delibera sui ricorsi in caso di reiezione della domanda di ammissione di nuovi associati;
  • delega il Consiglio Direttivo a compiere tutte le azioni necessarie a realizzare gli obiettivi definiti dall’Associazione;
  • delibera sull’esercizio e sull’individuazione di eventuali attività diverse ai sensi dell’art. 3 del presente Statuto.

5. Le deliberazioni assembleari devono essere rese note agli associati ed inserite nel Libro verbali delle riunioni e deliberazioni dell’Assemblea tenuto a cura del Consiglio Direttivo.

Art. 12 - Assemblea Straordinaria dei Soci

1. La convocazione dell’Assemblea Straordinaria si effettua con le modalità previste dall’art. 10.

2. Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei Soci, in proprio o per delega, sia in prima sia in seconda convocazione.

3. L’Assemblea Straordinaria dei Soci approva eventuali modifiche dell’atto costitutivo o dello Statuto, la fusione, la scissione, la trasformazione dell’Associazione con la presenza, in proprio o per delega, di tre quarti dei Soci e con decisione deliberata a maggioranza dei presenti, sia in prima sia in seconda convocazione.

Art. 13 - Consiglio Direttivo

1. Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di 5 (cinque) sino a un massimo di 9 (nove) membri, secondo le deliberazioni assembleari, che rimangono in carica tre anni e sono rieleggibili. In ogni caso il numero dei membri del Consiglio Direttivo deve essere dispari.
La maggioranza di componenti del Consiglio Direttivo è scelta tra le persone fisiche associate o indicate dagli enti giuridici associati.
Si applica l’articolo 2382 del Codice civile.

2. L’Assemblea, che procede alla elezione, determina preliminarmente il numero di consiglieri in seno all’eligendo Consiglio Direttivo.

3. Il Consiglio Direttivo elegge tra i suoi membri, a maggioranza assoluta dei voti, il Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario. La funzione di Segretario, all’occorrenza e previa deliberazione consiliare, potrà anche essere svolta dal Coordinatore Generale dell’Associazione, nominato ai sensi del successivo comma 7 del presente articolo.

4. In caso di morte, dimissioni o esclusione di consiglieri prima della scadenza del mandato, rimangono in carica i consiglieri rimasti sino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo e l’Assemblea provvede alla sostituzione dei consiglieri cessati mediante elezione.

5. Nel caso in cui decada oltre la metà dei membri del Consiglio Direttivo, l’Assemblea provvede tramite elezione al rinnovo dell’intero Organo.

6. Ai membri del Consiglio Direttivo possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e rendicontate relativamente allo svolgimento degli incarichi e delle attività per conto dell’Associazione. Inoltre, previa deliberazione dell’Assemblea dei Soci, può essere corrisposto un compenso proporzionale all’attività svolta, alle responsabilità assunte e alle specifiche competenze, comunque non superiore a quello previsto in Enti che operano nei medesimi o analoghi settori e condizioni.

7. Il Consiglio Direttivo è responsabile verso l’Assemblea della gestione operativa, attua i mandati e le decisioni dell’Assemblea ed è investito dei più ampi poteri per la gestione Ordinaria e Straordinaria dell’Associazione, nell’ambito dei principi e indirizzi generali fissati dall’assemblea, fatti salvi quelli che la legge e lo Statuto attribuiscono all’Assemblea. In particolare esso svolge le seguenti attività:

  • attua tutte le deliberazioni dell’Assemblea;
  • redige e presenta all’Assemblea il bilancio e la relazione di missione;
  • redige e presenta all’Assemblea il bilancio sociale, qualora la sua redazione si renda obbligatoria per raggiungimento delle soglie previste dalla legge oppure sia frutto di una scelta volontaria dell’ente, documentando il carattere secondario e strumentale delle eventuali attività svolte diverse da quelle istituzionali.
  • delibera sulle domande di nuove adesioni;
  • delibera sulla quota associativa annuale;
  • sottopone all’Assemblea le proposte di esclusione dei Soci;
  • sottopone all’approvazione dell’Assemblea gli eventuali contributi straordinari richiesti agli associati;
  • delibera i rimborsi massimi previsti per i volontari che prestano attività di volontariato. Tali spese devono essere opportunamente documentate, nelle modalità previste dall’art. 3 dello Statuto;
  • approva l’ammontare dei compensi per le prestazioni retribuite che si rendano necessarie ai fini del regolare funzionamento delle attività dell’Associazione;
  • propone l’esercizio e l’individuazione di eventuali attività diverse ai sensi dell’art. 3 del presente Statuto;
  • delibera in merito alla nomina del Coordinatore Generale dell’Associazione, fissandone funzioni, mansioni e trattamento economico;
  • delibera in merito all’organigramma dell’Associazione, stabilendo anche le funzioni, le mansioni ed il trattamento economico dei lavoratori e collaboratori, così definendo la Struttura Organizzativa dell’ente di cui si avvarrà per il perseguimento delle finalità statutarie dell’Associazione;
  • individua forme di collaborazione su argomenti specifici, con la possibilità di ottenere contributi da persone esterne all’associazione, anche istituendo Comitati Tecnici e/o Comitati Territoriali ai sensi del successivo art.17, con funzione consultiva.

8. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza, dal Vicepresidente o, in assenza di quest’ultimo, da un membro eletto allo scopo dal Consiglio Direttivo.

9. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente almeno ogni tre mesi e tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno la metà dei suoi componenti.

10. La convocazione è inoltrata per iscritto, anche in forma elettronica/telematica, con almeno tre giorni di anticipo e deve contenere l’ordine del giorno, il luogo, la data e l’orario della seduta. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso sono ugualmente valide le riunioni cui partecipano tutti i membri del Consiglio Direttivo. I membri del Consiglio Direttivo potranno partecipare alle riunioni anche attraverso mezzi di telecomunicazione o telematici, purché sia consentita la verifica della loro identità.

11. I verbali delle sedute del Consiglio Direttivo, redatti a cura del Segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto la riunione, devono essere trascritti nel Libro Verbali delle riunioni e Deliberazioni del Consiglio Direttivo, tenuto a cura del Consiglio medesimo.

12. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo. Le deliberazioni sono valide con il voto della maggioranza dei presenti; in caso di parità di voti la deliberazione si considera non approvata.
Sono ammesse le riunioni del Consiglio Direttivo mediante mezzi di telecomunicazione, purchè sia possibile verificare l’identità dei Consiglieri che partecipano e votano.

13. Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale. Le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore o se non si provi che i terzi ne erano a conoscenza.

14. L’obbligatorietà dell’iscrizione delle limitazioni del potere di rappresentanza di cui al comma 13 avrà efficacia a partire dall’operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Art. 14 - Presidente

1. Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo nel suo seno ed ha la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio; cura l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo; sovrintende a tutte le attività dell’Associazione; ha la facoltà di aprire conti correnti per conto dell’Associazione; convoca e presiede il Consiglio Direttivo del cui operato è garante di fronte all’Assemblea; convoca l’Assemblea dei Soci.

2. In caso di assenza o impedimento, le sue funzioni spettano al Vicepresidente, anch’esso eletto dal Consiglio Direttivo.

3. Il Presidente, in caso di urgenza, assume i poteri del Consiglio Direttivo e adotta i provvedimenti necessari, convocando contestualmente il Consiglio per la loro ratifica ed approvazione; i provvedimenti urgenti adottati dal Presidente vengono esaminati obbligatoriamente dal Consiglio Direttivo alla prima riunione utile.

4. Il Presidente, inoltre, svolge anche compiti di impulso e proposta in merito alle finalità statutarie dell’associazione.

Art. 15 - Organo di Controllo

1. Può essere nominato dall’Assemblea dei Soci un Organo di Controllo, anche monocratico.

2. L’Organo di Controllo vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, qualora applicabili, nonché sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Esso esercita inoltre il controllo contabile, nel caso in cui non sia nominato un soggetto incaricato della revisione legale dei conti o nel caso in cui un suo componente sia un revisore legale iscritto nell’apposito registro.

3. L’Organo di Controllo esercita inoltre compiti di monitoraggio sull’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale ed attesta che il bilancio sociale, se redatto, rispetti le linee guida.

4. L’Organo di Controllo dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

5. L’Organo di Controllo può in qualsiasi momento procedere ad atti di ispezione e di controllo, anche chiedendo agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

7. Ai componenti dell’Organo di Controllo si applica l’art. 2399 C.C.

Art. 16 - Soggetto incaricato della Revisione Legale dei Conti

1. Salvo quanto previsto dall’art. 30, comma 6,  del Codice, l’Assemblea dei Soci nomina il Soggetto incaricato della Revisione Legale dei Conti, che può essere monocratico o collegiale. Non possono essere eletti revisori contabili i membri del Consiglio Direttivo.

2. Nel caso in cui il Soggetto incaricato della Revisione Legale dei Conti sia un collegio, lo stesso è composto da tre membri effettivi e da due supplenti. Il Presidente del collegio è eletto dallo stesso tra i suoi membri effettivi.
Il Soggetto incaricato della Revisione Legale dei Conti dura in carica quattro anni e può essere rinominato fino a due volte consecutive.

3. Il Soggetto incaricato della Revisione Legale dei Conti controlla l’amministrazione dell’Associazione e può assistere alle riunioni dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto; accerta la regolare tenuta delle scritture contabili e certifica la corrispondenza del bilancio consuntivo alle risultanze delle scritture contabili.

Art. 17 - Comitato Scientifico

1. L’Assemblea dei Soci procede alla selezione e nomina di un Comitato Scientifico, composto da 5 a 7 membri, formato da persone di comprovata competenza ed esperienza in temi sociali, della salute, della ricerca, dell’istruzione, della comunicazione, disponibili  ad offrire un concreto contributo alla vita dell’Associazione. Il Comitato Scientifico, in particolare, ha funzione consultiva per la definizione e la realizzazione concreta dei programmi e dei progetti che l’Associazione intende promuovere. L’Assemblea dei Soci ne nomina altresì il Segretario. Del Comitato Scientifico fa parte di diritto il Presidente dell’Associazione.

Art. 18 - Comitati Tecnici e Comitati Territoriali

1. Nell’ambito delle attività approvate dall’Assemblea dei Soci, il Consiglio Direttivo ha facoltà di costituire Comitati Tecnici o Comitati Territoriali ai quali partecipino gli associati o esperti anche non Soci, con funzione consultiva per la definizione e la realizzazione di specifici programmi e progetti che l’Associazione intende promuovere o realizzare. Il Consiglio Direttivo stabilisce gli ambiti di azione e le linee di intervento di tali Comitati e ne nomina il rispettivo Coordinatore.

TITOLO IV – NORME FINALI

Art. 19 - Scioglimento dell’Associazione

1. L’Assemblea Straordinaria può decidere lo scioglimento dell’Associazione con voto favorevole di almeno tre quarti dei Soci aventi diritto di voto. In caso di scioglimento l’Assemblea nomina uno o più liquidatori e determina le modalità di liquidazione del patrimonio sociale e la sua devoluzione, ai sensi dell’art. 9 del Codice Civile.

2. In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione dell’Associazione, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere positivo del competente ufficio regionale afferente al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (di cui all’art. 45, comma 1 del Codice) e salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri Enti del Terzo Settore o, in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale.

3. Il suddetto parere è reso entro trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta che l’Associazione interessata è tenuta ad inoltrare al predetto ufficio con raccomandata a/r o secondo le disposizioni previste dal decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82, decorsi i quali il parere si intende reso positivamente. Gli atti di devoluzione del patrimonio residuo compiuti in assenza o in difformità del parere sono nulli.

4. L’obbligatorietà del parere vincolante di cui al comma 2 avrà efficacia dall’operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Art. 20 - Norme finali

1. Per tutto ciò che non è espressamente contemplato dal presente Statuto valgono le norme del Codice Civile, del Codice del Terzo Settore e relativi decreti attuativi, della normativa nazionale e regionale in materia.

In originale firmato:

Nicola Emilio Iozzo

Eleonora Bazzo Notaio